venerdì 27 gennaio 2012

Il giovane Michel ed il vecchio dentro.

Ho dato il beneficio del dubbio a Michel Martone, il messaggio "chi è iscritto all'Università e non si è laureato a 28 anni è uno sfigato", l'avevo preso per quello che era, una provocazione. D'altro canto, una persona della sua cultura, sapeva perfettamente che avrebbe generato un dibattito, nel quale avrebbe potuto esplicitare meglio le sue idee magari rendendole vincenti e digeribili all'opinione pubblica, anche studentesca.

Ma, dopo aver visto la prima mezz'ora della sua partecipazione ad "8 e mezzo" devo dire che mi sbagliavo.

Partiamo dal concetto in sè, essere iscritti a vita all'Università credo non possa essere considerato motivo di vanto, ma che senso ha stabilire un'età? Che calcolo ha fatto il buon Michel? Vediamo, se il corso di studi è quinquennale Michel regala 4 anni da fuori corso prima di entrare nella "sfiga area", ma questo vale per tutti? Dalle materie umanistiche a quelle economiche e sociali..... ma gli Ingegneri? I tempi medi di Laurea, ai nostri tempi, erano di 9 anni per un Ingegnere Civile (a Cosenza dove ho studiato), questo non perchè fossero particolarmente stupidi, ma perchè fare Scienze delle Costruzioni, Fisica Tecnica ed altre quisquiglie prendeva un certo tempo. Dargli anche degli sfigati mi sembra troppo, quelli che ho conosciuto io hanno già sofferto abbastanza. Per non parlare di Astrofisici, Fisici, Chimici, Matematici etc.  Da uno scienziato ci si aspetterebbe maggiore cautela, dire "4 anni in più del tempo medio di laurea del settore scientifico..." sarebbe suonato un pò meglio.
Sfigato come termine poi, io non lo userei neanche al bar, fà molto supergiovane.

Successivamente c'è chi si iscrive a 30 o anche dopo, è sfigato in partenza? In molti paesi si parla di "formazione permanente" ma siamo su altri pianeti, più banalmente la cultura è uno dei pochi beni che generano un impatto socio-economico sempre positivo, basti pensare alla capacità di interpretare un documento qualsiasi, dinstinguere fra quali siano i comportamenti virtuosi e quali non, il senso civico etc.

Mettere al tempo di studio la scadenza tipo yogurt mi appare quanto mai fuori luogo.
 
La stessa argomentazione sui sedicenni che sono bravi se scelgono istituti tecnico-professionali e non l'università mi pare piuttosto debole. In primo luogo perchè raramente i diplomi tecnico professionali incontrano la domanda effettiva di lavoro (motivo pratico), secondariamente a 16 anni difficilmente si è in grado di sapere se si diventerà astronauti o racchettapalle a Wimbledon, ghettizzare in partenza alcuni come adatti solo a fare lavori manuali mi pare un po eugenetico (motivo teorico) e nel Sud Italia potrebbe regalare personale ad un altro tipo di imprese.
Meglio una scuola di qualità per tutti, che insegni le basi e poi ognuno si specializza come crede, anche in azienda, altrimenti i contratti di formazione e apprendistato a cosa servono?

A questo punto durante la trasmissione ci si aspetta che Michel spieghi, dopo essersi preso il sacrosanto cazziatone da Zucconi dagli States ed aver chiesto scusa (lodevole), una studentessa elenca i problemi "reali" che affrontano gli studenti, dalla mancanza di alloggi all'inadempienza degli Atenei con le borse di studio, che penalizzano tutti ma impattano ancor più brutalmente su quelli bravi con meno risorse che troppo spesso abbandonano (i veri sfigati).

Ma finalmente quando è il suo momento Martone dà il peggio di se, citando debito pubblico e spread, mancava l'umidità, che diavolo di senso ha sollevare un tema per poi sfuggirne?

Se i tempi di laurea si dilatano in Italia, ciò è dovuto ad una serie di problemi gravi che attanagliano l'Università da molti anni, ne cito solo alcuni che ho riscontrato personalmente: dalla qualità della selezione docente, alla qualità della didattica (che discende dalla precedente), dall'inadeguatezza delle strutture all'assenza di supporto per gli studenti, sia per quanto concerne la didattica sia per quanto riguarda la burocrazia. Per finire con le scuole secondarie superiori che stanno scadendo di livello, consegnando all'Università studenti a cui troppo spesso mancano le basi, e che quindi ci metteranno più tempo.

Ci aspetteremmo, da un uomo della caratura di Michel Martone, soluzioni, dato che ora è al governo, dopo essere stato solo consulente. Pazienza se non è all'Istruzione e Ricerca, non è un problema, una visita con chiacchierata al ministro Profumo è meglio di una provocazione a mezzo stampa, o no?